Progettazione geotecnica in zona sismica: fondazioni profonde e consolidamento

Edificare in zona sismicaLa maggior parte del territorio italiano è a rischio sismico. In alcune aree in particolare si sono verificate scosse di elevata magnitudo, che hanno provocato un alto numero di morti e la distruzione completa dei centri abitati. Le nuove costruzioni devono perciò essere antisismiche, mentre quelle preesistenti dovrebbero subire degli adeguamenti, tra cui il più importante è il consolidamento delle fondazioni.



Le fondazioni profonde

Per costruire un edificio su terreni sismici o soggetti a frane superficiali è necessario ricorrere a fondazioni che penetrino a notevole profondità e che per convenzione vengono definite “profonde” quando sono pari ad almeno quattro volte la profondità minima. Per tale scopo si utilizzano i pali di fondazione o i micropali (chiamati così per il loro diametro ridotto). Si tratta di una tecnica edilizia conosciuta fin dall’antichità, Venezia, ad esempio, sorge su una laguna che è stata completamente palificata con il legno, ma i pali di fondazione possono essere anche metallici o in calcestruzzo per ovviare all’attacco di parassiti e muffe.
Attualmente la tecnica edilizia più utilizzata è quella del calcestruzzo che può essere eseguita seguendo diverse metodologie e che assicura un’ottima stabilità dell’edificio soprastante anche in caso di eventi sismici di grave entità.
La fondazione profonda può determinare un aumento anche del 30% dei costi di edificazione di un immobile ma sicuramente rientra tra quegli interventi necessari che attribuiscono anche più valore a un immobile in caso di vendita.

Il consolidamento delle fondazioni

Quando compaiono nei muri portanti profonde crepe la stabilità di un immobile è compromessa. Ciò accade spesso nelle aree sismiche, ma le cause scatenanti possono anche essere un abbassamento del suolo in seguito ai movimenti della falda acquifera o una liquefazione del terreno ed è importantissimo intervenire subito, qualunque sia la causa, per ridare sicurezza all’edificio. In questo caso si deve ricorrere a ditte specializzate che dapprima svolgono un’indagine geologica sul terreno per scoprire la causa del cedimento e quindi individuano i punti dove è necessario agire per consolidare le fondazioni.
Dopo aver analizzato il suolo dove l’edificio “ha ceduto”, vengono iniettate nel terreno speciali resine che espandendosi provocano un sollevamento e quindi il ritorno in asse della costruzione, poi si procede con la sua stabilizzazione inserendo nel suolo dei micropali che lo ancorano al terreno. Si tratta di lavori che possono essere eseguiti sia all’interno che all’esterno, non sono eccessivamente invasivi e rendono l’abitazione sicura anche dal punto di vista sismico. Ovviamente occorre rivolgersi a ditte specializzate che abbiano un personale preparato e competente.

Foto: rgbspace – FotoliaSimilar Posts:

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