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Il belpaese è sempre stato un popolo di poeti, santi, navigatori e grandi scienziati, i quali hanno tramandato alle generazioni future una ricchezza di inestimabile valore, che non teme paragoni. Ma la vera qualità, il fattore comune dei grandi personaggi del passato, è sempre stata l’immensa creatività, fantasia e capacità di comunicare attraverso varie forme d’arte. E su questo filone si inserisce il design, che si trova ai vertici in tutto il mondo: made in italy, o meglio design in italy, è simbolo di qualità, funzionalità, gusto, cura dei materiali e innovazione tecnologica. Un arte, che non conosce declino, che attira investitori stranieri, e spazia dall’arredo all’oggettistica, dagli elettrodomestici al mondo automobilistico. Ma se da una parte il design vive il suo periodo d’oro, non si può dire lo stesso dell’architettura, altra forma d’arte che per molti secoli è stato grande vanto italiano. Infatti l’architettura sta vivendo un momento di crisi profonda, dovuto ad una politica rivolta più ad ammirare un passato meraviglioso e invidiato dal mondo intero, preoccupato di più a preservare, spesso in modo maldestro, i resti delle splendide civiltà antiche, ma che non ha saputo rinnovarsi e rimettersi in gioco, come hanno fatto paesi come Spagna, Francia, Olanda e Germania. Ma in questo scenario poco rassicurante ci si può consolare ricordando come l’Italia sia riuscita lo stesso a mettere a luce grandi architetti come il leggendario Renzo Piano, ed inoltre le nuove generazioni di giovani architetti promettono un grande futuro, rivolto all’ambiente, prossimo campo di battaglia dell’architettura contemporanea.
